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Il Velo nella Danza Orientale

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Il Velo nella Danza Orientale

 

 

Ci sono diverse discussioni sull’origine della danza del velo e se in realtà è un accessorio che sin dall’inizio faceva parte della Danza Orientale.

Nelle ricerche fatte sull’argomento, in alcune culture, si sono potute incontrare tracce di questa danza che forse ha influenzato la danza del velo che oggi conosciamo.

 

In diverse culture si poté trovare le danze con i veli, con la sciarpa, con gli scialli, oppure con i fazzoletti (uno o due). I fazzoletti venivano agitati nell’aria, ruotati velocemente.

Alcune di queste danze ancora sono presenti in Algeria, Marocco e Tunisia.

 

 

La danza del velo si sviluppó con rinnovata forza nel Novecento. Ci sono due diversi stili di danza del velo che fanno parte della storia contemporanea e sono quelle che conosciamo oggi come danza del velo: lo stile egiziano e lo stile americano.

Nello stile egiziano, la danzatrice entra con il velo nelle mani, che è libero e non fissato come se fosse una tunica dentro il suo costume. Non è utilizzato in una danza a sé stante perché, nel contesto culturale del Medio Oriente, una danza del velo vera e propria sarebbe sentita dal pubblico e dalle danzatrici come “fuori posto”.

 

Il significato particolare del velo nel Medio Oriente, che fa parte dell’abbigliamento - o in ogni caso parte della loro identita culturale, e fa sí che la donna velata resti “dentro” anche quando sta “fuori” – fa sembrare il gioco di coprire e scoprire il corpo con il tessuto mentre si danza piú come un atteggiamento indecoroso, che non come uno stile artistico sensuale ed elaborato.

 

Quindi, nello stile egiziano, la danzatrice non utilizza il velo come una veste dentro il costume, ma di solito entra con esso tenendolo nelle mani, e dopo una breve introduzione e alcune figure, conclude a lascia il velo, per continuare con la danza.

 

L’altro stile di danza del velo, è uno stile meticcio, perché ha subito le influenze di diverse culture, ma si è sviluppato maggiormrnte negli Stati Uniti. Questo stile si ispiró fortemente alla danza serpentina di           Loie Fuller, ma anche alla danza di Samia Gamal.

 

La Gamal-famosa danzatrice egiziana, nei film hollywoodiani degli anni Quaranta, comincio a danzare con un velo, per migliorare il suo portamento in scena.

Questa idea curiosa le era stata suggerita dalla sua maestra russa, la ballerina Anna Ivanova, che negli anni '40, periodo durante il quale regnò in Egitto il re Farouk, fu invitata a dare lezioni di danza alle figlie del re.

 

 

Ivanova insegnò a Samia il lavoro con i veli, tra cui le entrate e l’elaborazione dei movimenti con le braccia, ispirata a sua volta alle danze dell’Azerbaijan, nel Caucaso.

Samia Gamal popolarizzò nei teatri egiziani il velo, che divenne così un accessorio usato anche dalle altre ballerine orientali.

Altra possibile influenza sarebbe stato il film "Salome", in cui Rita Hayworth ballava la danza dei sette veli.

Alcuni attribuiscono l’introduzione di questo stile alle ballerine senza esperienza che ballavano negli spettacoli dei teatri americani e usavano il velo per riempire lo spazio in scena.

 

I movimenti più elaborati li troviamo nel lavoro delle ballerine americane. È negli Stati Uniti dove questa danza continuó a crescere, fino a diventare un’arte a sé, per arrivare fino a noi con una precisa tecnica, e un linguaggio particolare formato da molte figure.

In questo stile di solito la danzatrice fa la sua entrata in scena con il velo fissato nel costume, a modo di tunica o comunque molto coperta. E mentre continua a danzare fluidamente e a girare intorno a sé, alla fine del primo pezzo musicale, rimuove il velo.

Solo in questo momento, esegue la vera e propria danza del velo, con molte figure che s’intrecciano una con l’altra, e sono ispirate dalla creativita dell’artista, e in modo tale, come se il velo fosse la continuazione della ballerina stessa. 

 

Durante la danza il velo potrebbe sembrare una cornice, esaltando i movimenti del centro del corpo, ma anche una tenda, una nuvola, un compagno di gioco e altre immagini, finché la danzatrice lo posa, per entrare nell’atmosfera del pezzo musicale che segue.

 

Il velo è sentimento, è percezione. Ci chiede di vivere nel corpo e nella pelle. Ci custodisce con delicatezza, coltiva i nostri misteri e ci porta ad una sfera colorata e sensuale coni suoi movimenti che rappresentano l’aria, il movimento leggero delle ali della farfalla.

 

 

 





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