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Umm Kulthoum

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Umm Kulthoum

 

Umm, Oum, Om, Um... Kalthoum, Kalsoum, Kalsum, Kulsum, Kultum, Kolthoum, Kulthoum... il suo nome è stato scritto in moltissimi modi, a seconda della lingua nella quale si sta scrivendo, per cui un po' di confusione risuolta possibile.

  

Tutti coloro che sanno qualcosa di musica araba conoscono il nome di Umm Kulthoum. E’ il nome della più famosa cantante araba di tutti i tempi. La sua popolarità non ha simili, forse in tutto il mondo. Umm significa in arabo “mamma”, e viene usato di solito accompagnato dal nome del figlio maschio primogenito per chiamare una donna, invece del suo proprio nome.

 

Umm Kulthoum non ebbe figli, per cui il termine è usato in realtà come soprannome e in questo caso “Umm” è appropriato perché riferito ad una donna che è la “madre” di tutte le più note ed amate canzoni arabe.

Umm Kîlthoum (Umm Kîlthoum Ibrahim al-Sayyid al-Baltaji) nacque in un piccolo villaggio, in seno ad una famiglia povera intorno al 1904. Apprese a cantare da suo padre, che era l’imam della moschea locala e che arrotondava il suo magro salario cantando canzoni nei matrimoni e in altre feste.

Umm Kolthoum, suo padre e suo fratello si esibivano insieme in occasioni speciali. Grazie alla sua giovane età e della sua forte ed eccezionale voce, la ragazzina divenne ben presto l’attrazione del gruppo e addirittura la sua prima cantante.

Con il tempo, la famiglia veniva ingaggiata sempre più di frequente e con la popolarità aumentò il proprio cachet.

Nonostante il successo e gli incoraggiamenti di tutti gli amici, la famiglia di Umm Kulthoum era riluttante ad andare al Cairo, che era il centro nevralgico del mondo dello spettacolo.

 


   Il padre di Umm  Kulthoum

  

Con il tempo, la famiglia veniva ingaggiata sempre più di frequente e con la popolarità aumentò il proprio cachet.

Nonostante il successo e gli incoraggiamenti di tutti gli amici, la famiglia di Umm Kulthoum era riluttante ad andare al Cairo, che era il centro nevralgico del mondo dello spettacolo. Finalmente la famiglia si spostò al Cairo nel 1923, quando Umm Kulthoum aveva circa 19 anni.

La voce di Umm Kulthoum venne immediatamente notata dalla stampa, ma venne considerata poco colta e così la giovane cominciò a studiare con diversi maestri di musica e con un poeta.

Lavorò anche al fine di emulare vestiti e modi di fare delle signore dell’elite nelle cui case cantava e presto fece amicizia con alcune di esse.

Nella primavera del 1926, Umm Kulthoum assunse dei musicisti professionisti per accompagnarla nel canto,al posto dei suoi familiari.

  

Nel 1928 era al top dei cantanti professionisti del Cairo.

Durante gli anni ‘20 e ‘ 30, Umm Kulthoum cominciò a registrare dischi commerciali che diedero il via al suo coinvolgimento con i mass media, che durerà tutta la vita.

Umm Kulthoum cominciò a cantare per la radio, a partire dalla Radio Nazionale Egiziana, nel 1934.

Nel 1935 cominciò a cantare per i film e nel 1960 per la televisione.

Dalla vendita dei suoi dischi giunse finalmente il suo benessere economico, e così Umm Kulthoum poté scegliere quali occasioni di spettacolo accettare, secondo i propri gusti.

E’ stata un’abile donna d’affari, giungendo a licenziare il suo agente e gestendo tutti i suoi contratti da sé.

 

Coltivò con attenzione il suo pubblico coinvolgendo la gente che stava seduta in casa o nei negozi letteralmente incollata alla radio quando veniva trasmesso un suo concerto, e fu roprio la radio che rese Umm Kolthoum un personaggio familiare a chiunque.

 

L’epoca d’oro di Um Kulthoum venne negli anni ‘40 e ‘50.

Il suo repertorio spaziava dalle canzoni romantiche moderne a lavori neoclassici basati sulla poesia e sulla musica araba colta, storica.

Le sue forti radici tradizionali la resero estremamente popolare.

  

  

Problemi di salute afflissero Umm Kulthoum per la maggior parte della sua vita, interrompendo seriamente la sua carriera nel 1946, poiché la cantante era troppo preoccupata per la propria stessa voce e cadde in una terribile depressione, peggiorata dalla morte della madre, e del fratello e da una relazione amorosa finita male.

Nel 1949, Umm Kulthoum cominciò ad avere problemi di vista, peggiorati dale luci di scena e dei set cinematografici.

Decise così di indossare sempre occhiali da sole durante le sue esibibizioni.

 

Fu a lungo malata e non si esibì fino al 1955.

Il pubblico non smise per questo di adorarla, anzi, il suo successo crebbe ancora di più.

 

In quest’epoca iniziò la collaborazione con il grande compositore Mohammed Abdel Wahab, con il quale produsse nel 1964, "Enta Omri", brano che divenne incredibilmente popolare, e fu il primo di 10 brani frutto del lavoro congiunto dei due artisti.

 

Durante gli anni ‘50 e ’60, Umm Kulthoum incrementò il proprio ruolo nella vita pubblica egiziana.

  

  

Divenne portavoce di diverse cause e sostenne il diritto dei musicisti e della musica araba ad avere aiuti governativi.

 

Dopo la guerra del 1967, cominciò a tenere concerti per l’Egitto, sia in patria che all’estero, devolvendo gli introiti al governo egiziano.

 

Divenne il simbolo riconosciuto della voce e il viso stesso dell’Egitto.

I suoi problemi di salute peggiorarono con l‘età, determinando un drammatico crollo nel 1971.

 

Il suo ultimo concerto ebbe luogo nel Dicembre 1972.

Nel Gennaio 1975, Umm Kulthoum accusò un ultimo blocco renale che la portò alla morte.

Al suo funerale, nel febbraio del 1975, erano presenti tutti i capo di stato arabi. Più di tre milioni di persone in lacrime presero parte al suo funerale per le vie del Cairo.

 

La qualità e la bellezza della sua voce e la sua tecnica magistrale del ghina , ( " parlare con suono nasale ", ovvero voce impostata, sonora, melodiosa e piacevole), ha esercitato un fascino inestinguibile agli amanti della musica araba .

 

Umm Kalthum resta tutt'oggi la rappresentante più ammirevole della tradizione classica , alla quale è sempre rimasta fedele, dando valore alla sua tradizione secolare.

  

Con la sua voce dal timbro inconfondibile ed inimitabile che spaziava dalle note più gravi a quelle più acute, Umm Kalthum era maestra nell'arte dell'interpretazione ed eccelleva nel tarab (l'interpretazione musicale di un testo che genera nell'ascoltatore un rapimento estatico , è ciò che potremmo chiamare il " sublime " del canto) coinvolgendo il pubblico che, estasiato dalla sua sensibilità artistica, irrompeva durante i numerosi concerti, in applausi fragorosi e commenti di commozione ed intensa partecipazione emozionale.

 

Nessuno nel mondo arabo ignora questa prestigiosa cantante, tutti sono d'accordo sul fatto che non ci potrà mai più essere nessuno ad eguagliarla . Ha cantato in tutte le regioni d'Egitto e in metà del mondo Arabo. Ha cantato per celebrare la fusione tra l'Egitto e la Siria, per il crollo della monarchia irachena, per la Palestina:

" siamo dei Fedayn/ moriremo piuttosto che cedere/ nessuna tregua nella lotta/ più petrolio e più canale/ nemico mio non vedrai il mio mare/ né la mia terra , né il mio cielo/ siamo dei fedayn ".

Ha cantato per le donne Libiche, ha cantato ad Assuan "era solo un sogno" là dove stavano costruendo la diga, ha cantato per gli uomini che lavoravano nei cantieri in mezzo al deserto, ha cantato per il contadino divenuto operaio, costruttore, soldato, uomo perduto strappato dalla sua terra. Ognuna di queste figure ha potuto sentire la propria sofferenza in quella voce, lei è divenuta la loro patria. Le ha accompagnate e rassicurate:

" non avere paura, stai cambiando con le tue mani il nostro destino, anche io ero una contadina guarda ora dove sono arrivata e tu sei con me ".

Umm Kulthum sapeva che il popolo arabo sarebbe rimasto incollato alle radio, che le strade sarebbero state deserte, che i dirigenti avrebbero evitato di fare una qualsiasi dichiarazione, perché la notte del giovedì i popoli avevano orecchie solo per lei. 

Alle dieci di sera di tutti i primi giovedì del mese, tutte le radio trasmettono ancora oggi la musica di Umm Kalthum, in memoria dei suoi monumentali concerti radiofonici trasmesse tra gli anni '50 e '60.

 

  

Le sue canzoni

 

Il repertorio di Umm Kulthoum consiste di circa 280 canzoni di temi vari: amore, patriottismo, natura, religione, sia in arabo classico che colloquiale. La maggior parte dei brani sono ancora oggi popolari tanto quanto lo erano al tempo in cui furono messi nel mercato.

Alcuni dei suoi temi più famosi sono: "Alf Leila Wa Leila", "Ana Fi Intizarak", "Inta Omri", "Fakarouni", "Leilat Hob", e "Lissa Faker".

 Oum Kolthoum - mp3 music free download

 

 

 

Lettura consigliata su Umm Kulthoum:

 

Leggi la recensione

 

 

 

 

 Su di lei è pssibile reperire in italiano il libro si Sélim Nassib "Ti ho amata per la tua voce", racconto romanzato della sua vita, edizioni e/o

Recita la presentazione del libro in ultima di copertina:

"Una storia d'amore lunga cinquant'anni ambientata al Cairo. Vita e amori della più grande cantante araba di tutti i tempi: Umm Kalthoum, conosciuta dal Marocco fino all'India come la stella d'Oriente.

Nel romanzo la storia è raccontata dal poeta Ahmad Rami, che amò la cantante per tutta la vita e scrisse molte delle canzoni da lei interpretate. Umm era una donna straordinaria, una leggenda nel mondo arabo: cantò per i potenti, dai re Fuad e Faruk a Nasser, pur mantenendo un'orgogliosa autonomia; fu amata da moltissimi uomini ma si racconta che lei amasse le donne; fu attrice e la sua voce trasmessa alla radio era seguita da 120 milioni di persone.

Il fascino del romanzo è nella disperata devozione del poeta Rami nei confronti di questa donna che non ricambia il suo amore, ma ne succhia la linfa (i testi, l'ispirazione, il dolore) per usarla nelle sue struggenti canzoni. Con Rami tutto il mondo arabo fu innamorato della sua voce, della sua sensualità ambigua, dell'amore impossibile che Umm cantava.

Un romanzo esotico e appassionato che racconta 50 anni di storia del Medio Oriente e che illumina il ruolo della donna nelle società islamiche.

L'autore, Sélim Nassib, è nato nel 1946 a Beirut e vive a Parigi."

                                                                    

                                                                               Testo tratto dal sito Ilmosaicodanza





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